Miniera di Cacciano (BI)

 
Lo stabilimento: in primo piano un ripristino di un anno (2009). (Foto: )

 
E’ l’area dove si sono iniziate le prime sperimentazioni nel 1989. Poi via via che venivano dismesse sono state recuperate altre aree e altre verranno interessate prossimamente; c’è quindi un mosaico di zone con età di recupero differente che rende molto “produttivo” dal punto di vista naturalistico il lavoro svolto. Ciò, soprattutto, per quanto riguarda la colonizzazione da parte della fauna selvatica che trova varie opzioni ambientali, dall’arbusteto in via di trasformazione in bosco, con oltre 20 anni d’età, al prato novello con l’erba appena nata. Tutta l’area è stata progettata per ospitare in modo particolare l’avifauna, creando ambienti ad essa confacenti in tutti i periodi dell’anno. Cacciano si trova su una rotta migratoria importante e questo facilita la presenza dei migratori, dai più piccoli come i pettirossi ai più grandi come le cicogne; in 10 anni si sono contate 120 specie di uccelli diversi. Cacciano ospita un’allodola molto preziosa, la tottavilla, che in provincia di Biella nidifica solo qui. Per attirarla, oggi nidificano 3 coppie nell’area, è stato approntato un vasto settore che prevede pascoli, siepi e alberi sparsi. La tottavilla un tempo numerosa si è poi estinta come nidificante negli anni Ottanta.
La parte bassa della miniera è aperta al pubblico, attrezzata con panchine ed area ricreativa. Ogni anno si svolge la festa celtica di Beltane che attira tantissimo pubblico.

 

Scheda tecnica

 
Scheda tecnica della miniera di Cacciano (Novara)
 

Le immagini

 

La stesura di terriccio fertile per favorire un migliore attecchimento (2007). (© Archivio Lucio Bordignon)    La preparazione di un settore pianeggiante a Cacciano: in primo piano i canali di sgronda dell’acqua in eccesso. (© Archivio Lucio Bordignon)

Un operatore sta utilizzando la lancia dell’idroseminatrice. (© Archivio Gruppo Minerali Maffei)    Stesura della georete sulle pendici dei ripristini (2007). (© Archivio Gruppo Minerali Maffei)

Erba di 2 mesi d’età. (© Archivio Lucio Bordignon)    Erba in crescita su di una ripida scarpata (2010). (© Archivio Lucio Bordignon)

Negli ambienti ricreati sono frequenti le libellule, le cui popolazioni sono in generale depauperamento. (© Franco Lorenzini)    Acquitrini creati appositamente per le libellule (2010). (© Archivio Lucio Bordignon)

Un’area con l’erbetta appena nata (2010). (© Archivio Gruppo Minerali Maffei)    Piccoli salici, nati da talee piantate presso l’acqua, stanno crescendo. (© Archivio Lucio Bordignon)

Una capanna celtica, ricostruita per la festa annuale di Beltane, che si tiene al parco Arcobaleno. (© Massimo Mormile)    Un tratto di ripristino al suo tredicesimo anno (2003). (© Archivio Lucio Bordignon)

Sono state messe a dimora piante da frutto, come il kaki (Dyospurus kaki) per fornire cibo agli uccelli. (© Franco Lorenzini)    Le cassette-nido per uccelli, spesso ospitano anche il moscardino (Moscardinus avellanarius).

I fiori del barba di becco (Aruncus dioicus) crescono nelle aree di confine tra miniera e bosco. (© Archivio Lucio Bordignon)

Diamo un'occhiata...

 

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