Miniera di Campiglia Marittima (LI)

 
Veduta erea della miniera (2005). (© Archivio Gruppo Minerali Maffei)

 
E’ una miniera di medio piccole dimensioni, con buona parte dei vecchi scavi oggi ricoperti dal verde. Solo la parte basale, quella in attività, è di roccia nuda. Qui al termine della coltivazione è previsto un bel laghetto, con tanto di isola e canneti per gli uccelli.
Nella parte alta e mediana dei terrazzamenti la vegetazione introdotta è cresciuta molto bene e forma un tutt’uno con la macchia mediterranea spontanea. Sono state messe a dimora piante e cespugli tipici della Maremma che hanno facilitato l’integrazione con l’ambiente esterno.
Ora gli animali selvatici, grazie alla copertura vegetale, hanno libero accesso ai terreni ripristinati. Se di giorno si può udire il canto di uccelli di macchia come l’occhiocotto e la magnanina, la sera al calar del sole, si ode il trillo del succiacapre e il verso monotono dell’assiolo. Poi, a notte fatta, è udibile da un orecchio attento il rimestare dei cinghiali nel sottobosco e il latrato delle volpi in amore. Nella parte alta, c’è un balcone sul mare e da lassù si gode di un paesaggio suggestivo.
Vista tanta bellezza, Gruppo Minerali Maffei ha in progetto, una volta terminata la vita produttiva della miniera, di attrezzare l’area con sentieri e punti panoramici, per donarla alla fruizione pubblica. Il percorso sarà molto educativo perché si potrà apprezzare come l’uomo può sfruttare le risorse naturali oculatamente, senza stravolgere il paesaggio.

 

Scheda tecnica

 
Scheda tecnica della miniera di Campiglia Marittima (Livorno)
 

Le immagini

 

Dalla miniera si vede il mare (2005). Raramente in inverno cade la neve (2009). (© Archivio Gruppo Minerali Maffei)    Dalla miniera si vede il mare (2005). Raramente in inverno cade la neve (2009).

Il fondo della miniera, dove si progetta di fare uno stagno che serva all’insediamento della fauna acquatica (2007). (© Archivio Gruppo Minerali Maffei)    Appena terminato lo sfruttamento minerario si provvede a ripristinare il terrazzo (2007). (© Archivio Lucio Bordignon)

L’asfodelo (Asphodelus microcarpus) si insedia nei terreni ripristinati dopo alcuni anni. (© Archivio Lucio Bordignon)

Veduta dei ripristini realizzati nella parte alta, vari anni or sono, ormai in via di rinaturalizzazione (2007). (© Archivio Lucio Bordignon)    Il fiore del lauro (Laurus nobilis). L’essenza, autoctona, è stata introdotta con successo. (© Archivio Lucio Bordignon)

La Vanessa cardui è presente nella miniera. (© Archivio Lucio Bordignon)

Una Brintesia circe. (© Archivio Lucio Bordignon)    I cardi sono molto ricercati dalle farfalle. (© Archivio Lucio Bordignon)

Il riccio (Erinaceus europaeus) si può abituare velocemente a convivere con l’uomo. (© Archivio Lucio Bordignon)    La pernice rossa (Alectoris rufus) frequenta gli ambienti ripristinati. (© Franco Lorenzini)

Diamo un'occhiata...

 

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