Miniera di Curino (BI)

 
Veduta primaverile dello stagno (2007). (Foto: )

 
Quest’area comprende tre ex-miniere contigue: Gabella, Sella e Nolizza; la prima ripristinata da venticinque anni, la seconda da una dozzina, denominata Parco Aurora, la terza da dieci. Occupano una superficie di circa 15 ettari.
I ripristini sono stati progettati per attrarre farfalle diurne. Le sementi delle specie erbacee, i cespugli e le piante maggiori sono state introdotte con lo scopo di essere utili alle farfalle adulte o ai loro bruchi. Le prime hanno bisogno di cibarsi di fiori e frutta matura per succhiare nettare e fruttosio, i secondi di materiale verde da rosicchiare. Progettando la vegetazione in tal modo, si è potuto attirare ben 51 specie di farfalle diverse (Bordignon, 2008) in 5 anni (2003/2007) di censimento. A queste, se ne devono aggiungere altre 5 scoperte dal 2008 al 2011.
Le farfalle sono arrivate per migrazione spontanea e non sono state introdotte, ciò a riprova che è sufficiente attuare un buon piano di rinaturalizzazione per ottenere ottimi risultati faunistici.
Il parco Aurora ospita anche una stazione di inanellamento scientifico attiva da dieci anni. Questo metodo di censimento consente di catturare le specie elusive che sfuggono ai conteggi visivi ed uditivi, migliorando in tal modo l’aspetto qualitativo dell’avifauna. Il marcaggio è molto utile per comprendere gli spostamenti da e per gli ambienti ripristinati e per attestare la fedeltà al luogo di nidificazione o svernamento.
Molte sono le scolaresche e i gruppi in visita: tutti restano colpiti dall’opera di ricreazione condotta in questa miniera, fatta non solo con la mente, ma anche col cuore.

 

Scheda tecnica

 
Scheda tecnica della miniera di Curino (Biella)
 

Le immagini

 

Una veduta suggestiva dello stagno del Parco Aurora in ottobre (2007).    Cespugli di pallon di maggio in fiore.

Lo stagno ricreato nella ex miniera Gabella, dopo circa vent’anni (2007).    Sanguinello (Cornus sanguinea) in fiore a maggio (2007).

Un ghiro sorpreso all’interno di una cassetta-nido per uccelli. Ci sono nel Parco Aurora una cinquantina di casette artificiali messe a disposizione degli animali.

Un grappolo di fitolacca (Phytolacca americana) senza bacche, mangiate dai piccoli uccelli.    La frutta è lasciata a disposizione delle farfalle, nella ex-miniera della Nolizza.

I rettili colonizzano velocemente gli ambienti ripristinati.    Il cielo e le foglie d’autunno nel Parco Aurora.

L’isoletta ricreata nello stagno, per invogliare la deposizione degli uccelli acquatici (2007).    Un bel mazzolino di anemone di bosco (Anemone nemorosa), fiore che ha colonizzato la ex-miniera dopo una decina d’anni dal ripristino.

Il fungo dell’inchiostro (Coprinus comatus) fa la sua comparsa negli ambienti ricreati dopo una ventina d’anni.

A Curino vive una bella colonia di rana rosse, grazie alla presenza degli ambienti umidi.    I cavalli aiutano a tenere bassa l’erba col loro brucamento, condizione indispensabile per favorire l’insediamento di uccelli steppicoli, come lo stiaccino (Saxicola rubetra).

I cavalli aiutano a tenere bassa l’erba col loro brucamento, condizione indispensabile per favorire l’insediamento di uccelli steppicoli, come lo stiaccino (Saxicola rubetra).

Diamo un'occhiata...

 

Visualizza GMM Curino in una mappa di dimensioni maggiori