Miniera di Lozzolo (VC)

 
La targa che contraddistingue uno dei caposaldi della miniera di Lozzolo. (Foto: )

 
La miniera si sviluppa tra il paese omonimo e le Terre rosse di Sostegno, colline aride dal clima mediterraneo che ha favorito la coltivazione della vite. A Lozzolo si produce un rosso corposo e apprezzato, il Bramaterra. Un tempo nei vigneti viveva copiosa la lepre. Di giorno riposava nelle colline brulle, mentre la sera scendeva nei vigneti a brucare l’erba tra i filari. Negli anni 50-70 l’impiego massiccio di fitofarmaci nei vigneti fece crollare la popolazione di lepre che non si riprese più nonostante oggi l’uso sia molto più contenuto. Per ripopolare le colline del paese la sezione cacciatori di Lozzolo ha chiesto di poter creare, all’interno di un’area ripristinata di 9 ettari, un recinto per allevare le lepri per poi liberarle in natura. Gli amministratori della miniera hanno messo a disposizione il terreno e la Provincia di Vercelli ha messo a disposizione i fondi necessari: così è partito il progetto. Le lepri, mantenute a coppie fisse, si riproducono in comode gabbie appositamente strutturate per la riproduzione in stretta cattività, poi i giovani vengono liberati prima nel recinto, per pre-ambientarli alla vita selvaggia poi, definitivamente, all’esterno. Si riproducono ogni anno una ventina di leprotti che vanno a ripopolare le aree dell’alto Vercellese. Questo è l’esempio di come l’uomo dotato di buona volontà possa riparare ai danni fatti in passato. Minerali Industriali è felice che i propri ripristini possano servire a consolidare questa specie sempre più minacciata.

 

Scheda tecnica

 
Scheda tecnica della miniera di Lozzolo (Vercelli)
 

Le immagini

 

Le pareti degli scavi sono ideali per la nidificazione del Gruccione (Merops apiaster).    Il Gruccione (Merops apiaster) è uno degli uccelli più appariscenti.

Punti di incontro di minerali diversi danno un tocco di colore alla miniera.    Lo stagno ricreato serve a favorire la biodiversità. Considerata la generale scomparsa degli ambienti umidi, ricrearne di nuovi significa salvare diverse specie dall’estinzione locale (2011).

Un cespuglio di buddleia spunta dalla roccia: è un fatto inusuale che merita una foto.    Piccoli fiori spuntano dalla sabbia: un’altra prova della forza colonizzatrice della flora.

© M.Mormile    L’insolazione favorisce le fioriture e gli insetti impollinatori.

Un leprotto nato in gabbia.    Una mela porta i segni degli incisivi di una lepre.

I tratti ripristinati della miniera sono utilizzati come recinto di preambientazione per le lepri.    Una mangiatoia per sostentare gli animali in inverno.

Le tracce delle lepri sulla neve.

Diamo un'occhiata...

 

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