Miniera di Santa Severa (Roma)

 
Veduta della miniera (2010), situata all’interno di un 'Sito di Importanza Comunitaria'. (Foto: )

 
E’ una piccola miniera con materiale molto pregiato: il caolino. Sino a qualche anno fa era individuabile dall’Aurelia, in direzione del Sasso di Cerveteri. Era contraddistinta da una piccola macchia chiara sullo sfondo verde di una dorsale. Ora non si vede più, perché la parte visibile dalla costa è stata ricoperta di vegetazione con un ripristino ben riuscito. Sono stati messi a dimora nuovi cespugli di macchia mediterranea come alaterno, fillirea, biancospino, prugnolo e lauro. Si sono recuperate anche ceppaie di piante selvatiche, come corbezzolo, leccio e orniello, provenienti da scavi in aree di bosco entro la concessione mineraria. Le piante vengono prima potate, per riequilibrare la parte aerea con quella radicale, che viene immancabilmente ridotta dallo scavo, poi con mille attenzioni viene scavato un largo fossato intorno all’albero, infine estratta la zolla di terra con le radici: cosí si sono salvate un centinaio di piante che hanno ripreso a vegetare una volta messe a dimora. In tal modo insieme all’albero espiantato si è introdotta nei ripristini anche la terra di bosco col suo carico di vita: funghi, decompositori della lettiera, piccoli animaletti come le chiocciole, semi di erbe e piante e tanto altro. Questo ha accelerato l’attivazione biotica del terreno vegetale che era stato steso su quello minerale per le operazioni di ripristino. I vegetali introdotti hanno costituito una vera e propria macchia intricata, molto simile a quella limitrofa, di origine naturale e gli animali selvatici ora hanno libero accesso. All’interno del “SIC” nidifica una coppia di lanario (Falco biarmicus), falconide molto raro, a dimostrazione che la salvaguardia della natura è compatibile con l’attività mineraria.

 

Scheda tecnica

 
Scheda tecnica della miniera di Santa Severa (Roma)
 

Le immagini

 

Preparazione di un nuovo terrazzo da rinverdire (2010).    Cumuli di materiale pronto per essere caricato.

Stesura di terreno vegetale    Un tratto di ripristino di tre anni, già consolidatosi (2009).

Alcune specie di cespugli di macchia mediterranea sono stati messi a dimora per i loro frutti eduli, molto apprezzati dagli uccelli.    La georete ha favorito la nascita dell’erba (2004).

Un ripristino di una decina d’anni (2010).    Un vespaio di pietre per favorire il drenaggio di una sorgente d’acqua (2003).

La parte alta della miniera, dove i ripristini hanno avuto pieno successo (2008).    Preparazione del versante in vista di un prossimo rinverdimento (2008).

Il codirosso (Phoenichurus phoenichurus), si ciba volentieri delle bacche di piccole dimensioni.

Una piccola farfalla in controluce.

Il gheppio (Falco tinnunculus) caccia piccoli animali all’interno delle aree ripristinate.

Diamo un'occhiata...

 

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