Miniera di Verbania (VB)

 
Lo stabilimento dove avviene una prima lavorazione del prodotto. (Foto: )

 
L’attività prevede il recupero e il trattamento degli scarti di lavorazione del granito, quale pietra ornamentale, accumulati sul versante del Mont’Orfano e del Monte Camoscio da attività pluricentenarie preesistenti, ora dismesse. La bonifica di tali discariche porta ad un miglioramento delle condizioni di sicurezza del sito e un miglioramento della percezione visiva dei luoghi.
Si interviene prima con un generale rimodellamento dei versanti, poi con il suo recupero a verde. A motivo della forte acclività si attuano tecniche di semina particolari, come l’idrosemina “potenziata”, utilizzando semi di erbe dal forte potere aggrappante, unitamente a humus di lombrico, ammendante, mulch, collante. Nelle aree più dirupate, dove la semina risulta problematica, vengono create delle tasche nella roccia, in cui viene riportato del terreno fertile su cui piantare vegetali adattati alla vita in parete.
Dalle miniere del Mont’Orfano si gode di un panorama suggestivo sul Lago Maggiore. Questa dominanza facilita l’osservazione degli uccelli (birdwatching). Si possono osservare un centinaio di specie di migratori e specie rare tra quelle nidificanti come il passero solitario (Monticola solitarius) e il Pellegrino (Falco peregrinus).

 

Scheda tecnica

 
Scheda tecnica della miniera di Verbania
 

Le immagini

 

Entrata della miniera Tane-Pilastretto. (© M.Mormile)    Ai piedi del Mont’Orfano si notano le chiazze bianche costituite dai cumuli di detriti in fase di rinaturalizzazione. (© M.Mormile)

Dalla miniera si può godere di un magnifico panorama sul Lago Maggiore. (© M.Mormile)

Veduta del Mont’Orfano dallo stabilimento: da qui si possono notare le rupi e i salti di roccia di prossima rinaturalizzazione.

Una gru in località Ciana, mezzo col quale venivano spostati i pesanti blocchi di granito, che venivano poi trasportati in tutt’Italia e nel mondo intero.    Una roccia coi fori per introdurre l’esplosivo: serve a frantumare il masso affinchè possa essere lavorato.

La macchina perforatrice.    I rapaci, nella foto un biancone (Circaetus gallicus), amano il Mont’Orfano per la presenza di pareti di roccia inviolabili ritenute ideali per costruirvi il nido.

Un fiore di cicoria selvatica (Cichorium intybus). Per la sua estrema rusticità viene utilizzata nei rinverdimenti delle miniere.    Parte alta della miniera Sengio debitamente sistemata per essere seminata (2011). In seguito verranno messi a dimora cespugli e alberi.

La buddleia (Buddleja davidii) è il cespuglio da fiore più diffuso sul Mont’Orfano ed è molto apprezzato dalle farfalle. Una Inachis io ripresa mentre ne sta suggendo il nettare.    More di rovo (Rubus idaes). Quest’arbusto viene piantato appositamente per offrire cibo agli animali.

Il balestruccio (Delichon urbica) nidifica nelle pareti verticali delle cave e delle miniere.    La roccia nuda favorisce, con l’irraggiamento, il formarsi di correnti calde ascensionali molto utilizzate dagli uccelli veleggiatori come il Falco di palide (Circus aeruginosus).

Diamo un'occhiata...

 

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